Buon Natale!

Lunedì, 24 Dicembre 2007

Ieri sera siamo stati a cena a casa di Leo, Doni e la piccola Elisa (new entry di 45 giorni!). C’era il tradizionale party natalizio tra amici in cui, invece di scambiarci presine, mutande rosse ed altre inutilità, con la scusa che a Natale siamo tutti più buoni, raccogliamo dei soldi da dare poi in beneficenza. Sosteniamo 2 bambini adottati a distanza ed Emergency, solitamente. Poi tutti gli anni cambiamo qualcosa: la famiglia che vive vicino a casa di uno di noi che ha il figlio malato, la scuola in Madagascar che ha bisogno di materiale e di giocattoli, ogni anno qualcosa di diverso, con i 2 bimbi adottati come punto fisso. E’ un bellissimo motivo per vedersi, ogni anno a casa di qualcuno, ognuno porta da mangiare e/o da bere e si chiacchiera con persone che magari si è incontrate l’anno prima! Hanno figli, i nostri amici, e parecchi, c’è chi questo Natale sfoggia addirittura il secondogenito! E’ buffo vederci crescere. E’ un po’ come vedere doppio: dietro/dentro alla persona che hai davanti (matura, responsabile, genitrice) c’è sempre l’altra persona, quella che hai conosciuto anni prima, quand’era giovane ed intransigente, e ti affascina vedere il cambiamento, così spontaneamente obbligato.

Chiaramente ho portato qualcosa da mangiare anche io, non potevo esimermi. Ho una fama da mantenere, io. Ho esibito il mio secondo (perché era la seconda volta che lo cucinavo) Stufato Africano alle Arachidi con Patate. Piatto vegan, ma tutt’altro che leggero! Tratto da qui. Quella che vi propongo è solo la traduzione della ricetta, io non la modifico.

Ingredienti:
1 cipolla tritata
2 peperoncini piccanti freschi
2 cucchiaini di zenzero fresco tritato
1 cucchiaino di aglio tritato
2 cucchiaini di cumino macinato
1/2 cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
1/8 di cucchiaino di peperone in polvere
1kg di patate dolci (io uso quelle normali)
2 lattine da 400g ciascuna di polpa di pomodoro
2 lattine da 400g ciascuna di ceci in scatola (qui mi ridonda un po’)
1/2kg fagiolini
400ml di brodo vegetale
2 cucchiai colmi di burro di arachidi (io me lo faccio in casa)

Procedimento:
In una pentola a pressione, soffriggere la cipolla ed il peperoncino fresco con poca acqua per circa 8 minuti, aggiungendo acqua se necessario. Aggiungere zenzero, aglio, cumino, sale, cannella, peperone, coriandolo e cuocere per 1 minuto, mescolando.
Aggiungere la polpa di pomodoro, le patate, i ceci, il brodo vegetale e il burro di arachidi. Chiudere la pentola a pressione e far cuocere per 5 minuti dal fischio. Far uscir velocemente il vapore ed aprire il coperchio. Aggiungere i fagiolini, richiudere, far riprendere il bollore e cuocere per 1 minuto dal fischio.

Questa ricetta non è solo buonissima, ma è anche iper-veloce. Si può fare anche in pentola normale, facendo cuocere gli ingredienti principali per 30 minuti.

Secondo il mio amico Mauro, però, anche se lo stufato è buono, sono capace di fare cose più buone! Mah!

A proposito… Buon Natale!


Lo stato dell’arte

Sabato, 22 Dicembre 2007

Ho cominciato ad abbozzare questo articolo quando il muratore ha finito i prelavori: quando ha sventrato tutto, pavimenti compresi, tirato su i nuovi fondelli e installato i controtelai per le porte scorrevoli, bucato la parete del bagno piccolo per la finestrella. Tutto questo succedeva a metà settembre.

A che punto siamo adesso? In dirittura d’arrivo: Tonino (il nostro mitico muratore, che fa poca polvere mentre lavora) sta posando il pavimento e, festività permettendo, entro la fine dell’anno dovrebbe aver finito di posare anche i rivestimenti di bagni e cucina. L’ho già adeguatamente minacciato nel caso in cui la cucina non abbia minimo le misure di 270 x 330: altrimenti me la paga (la cucina)! Ikea non perdona: o così, o su misura (da qualcun’altro, però, e al doppio del prezzo!).

I fornitori principali ci sono tutti: l’elettricista e l’idraulico (questo qui l’ha minacciato l’altra metà di fatto), la ditta che vende le finestre e quella che vende piastrelle e sanitari. Le finestre verranno consegnate il 25 gennaio, con buona pace del mio desiderio di trasferirci prima di Natale! La Jacuzzi e i sanitari dei bagni sono nel capannone di mio suocero, in attesa del momento giusto per essere installati. Mancano: il soffione della doccia, il box doccia, i due mobili dei bagni, il lavabo di quello piccolo (che probabilmente prenderemo all’Ikea, insieme al mobile).

Sappiamo dove comprare la maggior parte dei mobili: all’Ikea (beh, questo lo sanno anche i muri, ormai)! Credo che del grosso dei fornitori ci manchi solo quello delle porte e il pittore/imbianchino.

Ah, già: il portone di casa… manca anche quello!


Hummus

Sabato, 15 Dicembre 2007

Con il titolo accattivante di Occhi di Pipistrello, inauguro oggi la nuova rubrica di bimbaZen, il blog meno aggiornato della blog-sfera (si dice così?). Descriverò gli ingredienti strambi che popolano la cucina della Famigerata Fattucchiera Serena e che abitano gli incubi i sogni del povero succubo abitante di questa casa, spuntando da ogni stipo ed anfratto.

L’argomento di oggi è il tahin (in arabo tahineh).

Si tratta di una crema di semi di sesamo usata soprattutto nella cucina araba ed nordafricana. Il tahin si può spalmare sul pane, oppure usarlo per insaporire molte pietanze e salse. Il vero tahin è prodotto esclusivamente con semi di sesamo, diffidare di un prodotto che allungato con olio od altri emulsionanti: non è quello vero, e si sente! Non essendoci appunto emulsionanti o stabilizzanti, l’olio di sesamo può raccogliersi in superfice, ma basterà rimescolare vigorosamente e il tahin ritornerà cremoso e spalmabile.

Cosa ci faccio, di solito, con il tahin? Principalmente un piatto arabo chiamato hommos: una fantastica crema di ceci da mangiare con le mani, aiutandosi con pezzetti di pane arabo a mo’ di cucchiaio. Questa è la mia ricetta:

Crema di Ceci – Hommos

Ingredienti: 1 barattolo di ceci in scatola, 2 cucchiai di tahin, succo di mezzo limone, sale q.b., pepe q.b., un pizzico di cumino in polvere, 1 spicchio d’aglio. Procedimento: frullare insieme tutti gli ingredienti, se il composto risulta troppo denso, aggiungere acqua e/o olio d’oliva. Per servire: spalmere la crema così ottenuta su un piatto piano da portata, aggiungere dell’olio d’oliva a vista e spolverare con un po’ di paprika dolce. Mangiare accompagnato da pane arabo (sottile, ma morbido). Sono ammessi mugolii di apprezzamento, durante il consumo!

Le varianti di questo piatto sono infinite come lo sono le varietà di legumi: una volta l’ho fatto anche con le lenticchie! Con le fave si chiama fuul. Si può fare anche con le melanzane fatte al forno, in questo caso si chiama baba-ghanouj (nel Maghreb) oppure muttabel (nella cucina libanese o mediorientale). Alla prossima!


Avvistamenti

Venerdì, 14 Dicembre 2007

Oggi, 14 dicembre 2007, sulla tavola di questa casa sono stati avvistati strani oggetti, fortunatamente ben identificati e non volanti: palline di riso ricoperte da (non poi tanto) sottili filetti di tonno, sgombro e gamberetto (quest’ultimo cotto, in verità); rotolini di alga nori ripieni di prugne umeboshi, tonno e wasabi, sgombro e wasabi, avocado, peperone, germogli di bambù e wasabi; zuppa di miso. Poiché in questi casi è necessario produrre evidenti prove fisiche degli accadimenti, prossimamente verrano pubblicate in questi luoghi, le foto comprovanti la straordinaria opera compiuta dalla Fattucchiera quest’oggi.

Intervistata, la Fattucchiera ha dichiarato:”E’ vero, ho le prove: il sushi e il sashimi sono veramente apparsi su questa tavola, oggi. E per mia opera e volontà. Il ristretto pubblico che ha avuto la fortuna di assistere all’evento, può testimoniare”.

Attendiamo dunque le foto. Bisognerà che prima, però, Serena impari a fare l’upload!


Avviso

Giovedì, 13 Dicembre 2007

S’informa la popolazione maschile di questa casa che domani, 14 dicembre 2007, la Famigerata  Fattucchiera Serena (da qui in poi denominata Famigerata), si esibirà nella straordinaria apparizione di cumuli di pentole e utensileria da cucina sporchi, al fine di mandare in onda, pardon, in tavola, l’ancor più straordinaria opera “Sushi, Sashimi & Co.” Protagonisti: un incauto filetto di tonno, 2 sgombri rifugiati, un gruppetto di gamberetti sbandati. Comparse: prugne umeboshi, peperoni gialli e verdure di stagione. Aiuto regista: Daniele, ovvero la popolazione maschile di questa casa. al fine di portare i migliori auspici alla realizzazione dell’opera e di ostacolare il maligno zampino della Perfida SPM (Sindrome Pre-Mestruale, da qui in poi denominata Perfida, è fatto obbligo alla popolazione maschile di questa casa di lavare tutti i piatti che, al ritorno nella suddetta casa, troverà sporchi, e di lavare quelli che eventualmente dovesse sporcare.  Inoltre, dovrà tagliare a listarelle di 4mm, nel verso della lunghezza, e quindi di tutto il corpo, i 2 peperoni gialli che troverà in bella vista sul mobile d’angolo in cucina, e poi riporli in un sacchetto da frigo ben chiuso in frigorifero (la ridondanza è d’obbligo). Qualora questi auspici non venissero soddisfatti, potrebbe accadere che la Perfida impedisca alla Famigerata di compiere tale prododigiosa opera. Lo scrivente di tale bando si augura di no.

Questo stesso avviso viene pubblicato in due luoghi di sicura visibilità: il blog bimbaZen e il coperchio del WC.