Martedì, 30 Settembre 2008
Oggi abbiamo fatto il classico sightseeing tour col bus, è stato molto interessante, anche se ci ha ucciso! È stata dura, soprattutto il pomeriggio; ma ci siamo subito adeguati al costume locale dell’appisolarsi dappertutto appena possibile. Io sono persino riuscita a fare un sonnellino anche al museo nazionale!
Bellissima giornata, i Coreani sono un popolo burbero ma gentilissimo.
Seoul in lingua autocona si pronuncia soul (come l’anima in inglese).
Il parco intorno al Museo Nazionale è spettacolare, curatissimo e tranquillo. Ci sono ruscelli, laghetti e una cascatella, con viottoli che circondano aiuole di vegetazione. I Coreani hanno erediato dai loro vecchi dominatori giapponesi una vera e propria passione per il landscaping.
Il traffico è disciplinato, le strade pulite: una città che non mi aspettavo!
Domani sfacchinata per Suwon, ma pare ne valga la pena!
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Pubblicato da serena
Lunedì, 29 Settembre 2008
Dopo essere atterrati a Incheon (Seoul) in orario perfettamente scandinavo (il pilota della Finnair della tratta fino ad Helsinki si è anche scusato del ritardo col quale siamo partiti da Fiumicino – 10 minuti – e pur essendo stato gentilissimo e professionalissimo, si capiva dal tono che era seccato con la solita disorganizzazione degli Italiani) siamo arrivati senza troppi intoppi in albergo, riuscendo anche ad avere la camera in mattinata. Giro dell’isolato mentre attendevamo che fnissero di pulire la camera (alle 10.30 è difficile che sia pronta, ed infatti l’abbiamo avuta alle 11!) e poi dritti a nanna a smaltire il jet-lag. Poi, alle 16 circa siamo usciti, diretti al centro. Abbiamo sperimentato la metropolitana, bighellonato un po’ parecchio e mangiato e ri-mangiato cose nuove solo per il gusto di sentire il sapore. Quindi adesso stiamo scoppiando!
Adesso siamo in hotel, D fa la doccia. Dopo che l’ho scoperto a russare per ben due volte, appoggiato su un gomito e col telecomando rivolto alla TV, si è deciso a preparsi per la notte. Io sono cotta. Vado a nanna anch’io!
Seul è una città pulitissima e molto ordinata. Inoltre, a meno che oggi non fosse festa nazionale, il traffico e la gente per strada non sembravano quelli di una metropoli di 10 milioni d’abitanti di lunedì. C’è anche la seconda opzione: gli orari in cui siamo stati fuori erano quelli in cui i Coreani erano al lavoro!
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Pubblicato da serena
Lunedì, 15 Settembre 2008
Grande bisboccia ieri sera chez nous (casa nuova ha entusiasmato tutti) per festeggiare i 60 anni della mia mamma! Menu minimal - crostini al pomodoro e al salmone, linguine alle vongole, salmone al forno – con abbondanti libagioni (per assecondare il richiamo del famoso DNA friulo-sardo) e allestimento festaiolo.
Mattinata passata a definire gli ultimi particolari: spesa che non ero riuscita ancora a fare, fiori per il centrotavola (bouquet con i toni dell’arancione per risaltare sul tovagliato verde acido), pulizie e riassetti vari. Pranzo dalla fantastica suocera e caffè dagli zii di D dirimpettai che festeggiavano un compleanno (M, cugino buono di D). Tra il pranzo ed il caffè, approfitto per mettere a marinare il salmone che avrei fatto al forno: da qui il titolo del post, salmone teriyaki.
Ingredienti per 8 persone affamate:
14 tranci di salmone
2 bicchieri di vino biano secco
6 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaino di sale
abbondante pepe bianco
1 cucchiaio di erba cipollina secca (fresca sarebbe meglio)
2cm di radice grattugiata di zenzero fresco
2 cucchiai scarsi di sciroppo d’agave o altro dolcificante a scelta (zucchero, miele, malto, fate voi)
eventuale aceto di mele per correggere l’acidità
1 cucchiaino colmo di fecola di patate o altro addensante
Procedimento:
Mescolare tutti gli ingredienti tranne fecola e salmone (chiaramente) per fare la salamoia. Assaggiare. Al gusto dovrebbe risultare una marinata agrodolce; se necessario, bilanciare con aceto di mele e dolcificante.
Disporre i tranci di salmone in un contenitore con coperchio e versarvi sopra la salamoia, chiudere e mettere in frigo a riposare per qualche ora (io ce l’ho tenuto circa 5 ore). Scaldare il forno a 180°C e disporre i tranci di salmone sgocciolati sulla leccarda coperta di carta forno. Tenendo da parte la marinata, infornare e cuocere fino a che il pesce non si sia asciugato tutto e non abbia cominciato a formare una crosticina dorata. A questo punto, estrarre la leccarda, girare i tranci e rimettere il tutto nel forno spento (il girarli impedisce che si secchino troppo mentre stanno in forno ad aspettare che i commensali finiscano il primo – idea geniale di D!). Quando è ora di mangiare il salmone, trasferire la marinata in un pentolino con la fecola e cuocere mescolando fino a che non si sia addensata. Servire il salmone con uno o due cucchiai di sughetto.
Migliorie:
Secondo me sarebbe venuto più buono se avessi buttato via la marinata e avessi fatto il sughetto con gli ingredienti freschi e se avessi cosparso dell’erba cipollina tritata sul trancio. Vabbeh, la ricetta è talmente facile che proverò questa variante molto presto. Anche così, è piaciuto molto a tutti!
D mi ha aiutato tantissimo al punto che, per la prima volta da quando invitiamo a cena amici e parenti, la cena era effettivamente – miracolosamente – pronta prima dell’arrivo degli ospiti! Quando si dice una mano santa
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Le Ricette della Fattucchiera |
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Pubblicato da serena
Giovedì, 11 Settembre 2008
Devo ricominciare a correre seriamente.
Devo smettere di dar retta al mio DNA friulano e pertanto smettere di bere come una spugna.
Devo smettere di dar retta al mio DNA sardo e pertanto smettere di bere come una spugna.
Il mio DNA mi ucciderà.
Devo aumentare il consumo di frutta e verdura.
Devo diminuire eliminare le schifezze che mangio.
Oppure
devo
comprarmi
un
nuovo
guardaroba.
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Varie ed eventuali |
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Pubblicato da serena