nacque l’uomo che amo di un amore che cresce di giorno in giorno, che matura e migliora, come lui.
Corea del Sud, quindicesimo e ultimo giorno
Lunedì, 13 Ottobre 2008Domani si parte. Gli zaini sono pronti. La nostra bellissima vacanza nell’inaspettatamente splendida Corea del Sud è finita. Tra breve torneremo alla vita di sempre, ma aspettatevi ancora qualcosa sulle sensazioni e le impressioni che questo popolo tenace ma gentile ci ha lasciato.
A presto in Italia!
Seoul, 13 ottobre 2008 ore 23.07
Back in Seoul, dodicesimo giorno
Venerdì, 10 Ottobre 2008È il dodicesimo giorno del nostro viaggio in Corea del Sud e siamo tornati a Seoul. Partiti stamane da Busan col treno ad alta velocità, abbiamo impiegato neanche tre ore per coprire una distanza pari a quella tra Roma e Milano. Treno confortevolissimo, non si percepivano affatto i quasi 300km/ora, e c’era persino la hostess che passava col carrellino dei viveri (vabbeh, bibite e snack si pagavano).
Carichi come somarelli, ma padroni delle 8 linee della rete metropolitana di Seoul, giungiamo in albergo, lo stesso delle prime 3 notti (ci è piaciuta soprattutto l’abbondante colazione). Passiamo il pomeriggio a bighellonare per antichi palazzi reali e centri commerciale, tra cui uno dell’elettronica, per poi fare ritorno in albergo, distrutti e con varie parti del corpo doloranti!
10/10/2008 ore 22.53
Busan – Corea del Sud, decimo giorno
Mercoledì, 8 Ottobre 2008Con la solita calma vacanziera partiamo per Busan, la seconda città della Corea del Sud, col fantastico autobus deluxe, ma il tragitto dura solo un’ora scarsa; cionondimeno, riesco ad appisolarmi per la maggior parte del tempo! Se il pisolo sul bus fosse uno sport sarei campionessa mondiale e olimpica
Al tourist information point della stazione dei bus (che le ragazze in pausa pranzo riaprono apposta per noi), ci facciamo dare una mappa e prenotare un albergo in centro. Appena voltiamo le spalle al baracchino, sentiamo la serranda che torna giù… la fame è fame!
Dopo una vita di metropolitana, troviamo subito l’albergo, chiaramente dopo aver chiesto informazioni praticamente sotto al cartello dell’albergo stesso!
Abbiamo mollato i bagagli e, dato che la camera non era ancora pronta, siamo andati a mangiare da McDonald’s perché D aveva bisogno di mangiare salato (si fatto dare del sale extra, la mia capretta!).
Prendiamo possesso della camera e decidiamo di andare a vedere il tempio di Beomeosa, molto bello e suggestivo, dove riesco addiritttura a fare un paio di belle foto: di solito è D a fare le foto migliori, ma ogni tanto anche io mi difendo.
Dopodiché, è stato un delirio di viaggi in metropolitana, per vedere dove sta la stazione ferroviaria, per andare a mangiare il sushi in un remoto centro commerciale e per tornare a ‘casa’. Per buona misura, abbiamo anche sbagliato uscita (colpa mia che non ho letto fino in fondo le indicazioni). Anno 2008 Odissea nella Metro di Busan!
Comunque, mentre cercavamo di acquistare un biglietto giornaliero per la metro, abbiamo erroneamente comprato due tessere per caricare abbonamenti mensili! A quel punto si è interessata al nostro caso una gentile signorina che passava di là per comprare il suo proprio biglietto; ha interpellato il capostazione della metro e ci ha chiesto cosa avessimo voluto in realtà acquistare! D ha tenuto il suo biglietto per regalarlo ad un amico che colleziona tessere del mondo. Io mi sono fatta ridare la cauzione della mia carta (ben 1,2 euri) e abbiamo infine desistito dall’acquisto dell’abbonamento giornaliero: tutto questo aiuto ci ha fatto perdere la bussola!
Adesso ho sonno, buonanotte.
Post terminato il 08/10/2008 alle ore 22.54
Gyeongju – Corea del Sud, nono giorno
Martedì, 7 Ottobre 2008Ogni giornata di relax. Almeno nelle intenzioni.
Siamo andati al Hotel Hilton di Gyeongju a vedere il Mirò originale appeso nella Hall e ci siamo fatti fare una foto dal facchino. Poi, per pura curiosità, abbiamo chiesto il prezzo di una notte e siamo rimasti stupiti: special discout rate 157300 Won, cioè circa 90 Euri! Ci abbiamo quasi fatto un pensierino…
Siamo poi andati al poligono a sparare con le armi vere. Beh, non mi è piaciuto per niente! Anzi, mi sono proprio spaventata! Il rumore è tanto, anche con le cuffie, si vede la vampata quando spari e il rinculo è forte. Il pensare, poi, che quell’arnese può uccidere, fa venire i brividi. No, non fa per me. Mi ci è voluto un po’ per farmi passare lo spavento
Per fortuna, poi, siamo tornati in centro e abbiamo noleggiato le biciclette. Così, abbiamo potuto fare un bel giro a vedere le cose che il primo giorno a piedi non abbiamo potuto vedere a piedi (ricordate? “Walking, walking!”). Bel pomeriggio, abbiamo di nuovo mangiato le cosine fritte prese al mercato: ci è piaciuto parecchio, l’esperimento del giorno prima!
Però siamo un po’ stanchini!
Uno degli uomini della mia vita…
Martedì, 7 Ottobre 2008… compie oggi 62 anni:
buon compleanno, papà!
Corea del Sud: appunti sparsi
Martedì, 7 Ottobre 2008La maggior parte degli alloggi in Corea del Sud (soprattutto i motel, ma anche gli hotel più piccoli) non fornisce la colazione. L’unico posto in cui l’abbiamo trovata è stato il primo hotel di Seoul, poi più nulla. Ma non dovete preoccuparvi per noi, ci siamo rapidamente ingegnati con zuppette liofilizzate visto che in ogni camera c’è sempre il dispenser dell’acqua calda e di quella fredda. Ogni mattina, dunque, facciamo colazione con una zuppetta, stiamo provando tutti i gusti (ce ne sono centinaia) e prendiamo anche il caffè (anche questo liofilizzato, vendono le bustine monodose!).
Durante la giornata poi, se ci viene fame, le opportunità non mancano!
Gyeongju, Corea del Sud – ottavo giorno
Lunedì, 6 Ottobre 2008Seconda giornata a Gyenogju, calda, ma un bel sollievo rispetto alla pioggerellina fredda e fastidiosa di ieri.
Stamattina ce la siamo presa con comodo e siamo usciti, pronti per nuove avventure, alle 10.30. Obiettivo: le visite del tempio di Bulguksa e della grotta di Seokguram, entrambi i siti patrimonio dell’UNESCO (pare che in Korea ce ne sia una sfilza infinita!).
Il tempio di Bulguksa è immerso in una natura lussureggiante, tuttavia domata dall’uomo. Gli edifici del complesso del tempio si trovano sparsi per una collina boscosa, con ruscelli e laghetti – l’acqua nel Buddismo ha un forte significato simbolico. Pausa libro e riflessione all’ombra di un pinus densiflora, circondati da bambini in gita scolastica in pausa pranzo, tutti rigorosamente seduti scalzi sulle stuoie (ogni bambino ne ha una della propria misura nello zainetto), con le scarpe fuori dal perimetro. Tanta è stata la vosglia di rubare il pranzo dei bimbi: lunchbox carinissimi pieni di rotolini di sushi, palline curiose e altri snack! Finiamo di visitare il tempio e scediamo la collina da una strada laterale, arrivando giusto in tempo per prendere l’autobus per la grotta di Seokguram. Prima di riprendere la strada, ci fermiamo a gustarci una ciotola di zuppa. Vi chiederete come abbiamo fatto ad ordinarla. Beh, è stata la buona volontà della proprietaria con il suo scarso inglese (sempre meglio del nostro coreano): ho riconosciuto la parola noodle e ho annuito! E che ci voleva?
Il Settimo Giorno
Domenica, 5 Ottobre 2008Oggi non ci siamo affatto riposati, ma saprete tutto più avanti: devo raccontarvi dei giorni precedenti!
Giovedì 2 ottobre, quarto giorno: partenza per Daegu in autobus deluxe. Scopro quasi subito il perché del nome: ci sono solo tre poltrone per fila (2+1) e sia il poggia-piedi (poggia-polpacci, in realtà) che lo schienale sono reclinabilissimi! Non faccio in tempo a far partire l’autobus che già ronfo – non posso farci nulla: viaggiare mi concilia il sonno! Tre ore e mezza circa di autobus e siamo a Daegu, città ponte, ideale per visitare due importanti siti. Daegu ci sorprende negativamente perché è meno pulita di Seoul e anche più trasandata, come se non fosse compito suo rappresentare la Corea del Sud intera (come, d’altronde, non è: la quasi totalità di chi viaggia in Corea del Sud si ferma a Seoul: il turismo internazionale di massa è ancora lontano – sebbene quello nazionale sia sviluppatissimo). Prendiamo alloggio in un love-motel (un albergo a ore, per intenderci) per una notte e prendiamo informazioni per le due escursioni da fare nei giorni seguenti: i templi di Haeinsa e di Jikjisa.
Suwon – Corea del Sud, terzo giorno
Mercoledì, 1 Ottobre 2008Oggi abbiamo cominciato il tour vero e proprio e siamo andati a Suwon, 48km a sud di Seoul. Rispetto al programma che ho pubblicato, abbiamo deciso di non dormire a Suwon ma di rientrare a Seoul, di sera. Così abbiamo risparmiato una sfacchinata mica da ridere: portarci gli zaini in giro e trovare da dormire prima di fare le escursioni, sarebbe stato devastante!
Per andare a Suwon abbiamo usato la metro, dato che la città fa parte dell’area metropolitana di Seoul, solo che questa volta ci siamo un po’ persi e abbiamo dovuto fare su e giù un paio di volte (se penso che avremmo dovuto farlo con gli zaini, rabbrividisco!).
A Suwon abbiamo visitato per prima cosa il Korean Folk Village, un’accurata ricostruzione della Corea di una volta (all’incirca il nostro Medioevo) dove però a sorprenderci di più sono state le infinite scolaresche di bambini in gita, età: dai 3 ai 10 anni, bellissimi e incuriositi da questi 2 stranieri, soprattutto da D, tanto da sommergerci con valanghe di Hello! e qualche How are you? e Where are you from? Segno che l’invasione di insegnanti anglofoni sta dando i suoi frutti. L’inglese serve alla Corea per poter migliorere l’istruzione della popolazione e competere meglio sui mercati internazionali, visto il boom economico in atto. Prova evidente della crescita del paese ne sono i continui cantieri e la raccolta differenziata, che da noi sembra un pagliacciata. Qui, al contrario, il riclcaggio serve a nutrire la fame di materie prime: plastica, cartone, alluminio e tantissimo altro.
Dopo il folk village siamo andati al palazzo reale di Hwaseong Haenggung, patrimonio mondiale dell’umanità e poi abbiamo girato col trenino per vedere la fortezza di Hwaseong, che consta di una lunga muraglia con le torri di guardia, alla Age of Empires.
Tutto bellissmo, ma siamo distrutti. Io combatto alla pari con gli autoctoni: mi sono quasi addormentata in metro al ritorno
Pubblicato da serena
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