Sogni d’oro

lunedì, 11 marzo 2013

Ogni tanto, mentre dorme, P sorride; o addirittura ride.

Chissà cosa sogna.


Produzioni (e soddisfazioni)

mercoledì, 6 febbraio 2013

P mi risponde yes e no (allungando la o in una u, just like a proper young Englishman).

Ieri ha detto alla nonna (che non ci ha capito assolutamente nulla): hive (di) busy bee, quando stava facendo il puzzle, abbinando l’ape all’alveare.

Con una “h” perfettamente aspirata.


Rumori d’amore

sabato, 2 febbraio 2013

S’ode a destra il lieve ronfare di un nasino chiuso da febbre (di nuovo) e raffreddore.
Gli risponde a sinistra il grasso russare di un papà stanco del turno di lavoro.


Without

sabato, 19 gennaio 2013

Per riprendere una “tradizione” familiare, invece di dire “senza” P dice “con-senza”.


Pietre miliari

giovedì, 6 dicembre 2012

Oggi pomeriggio, per la prima volta in assoluto, P ha dormito sul tappeto della sua cameretta, circondato da tutti i suoi pupazzi.

Infatti, dopo averlo messo a dormire con molte difficoltà, pianti e scenate, ha scavalcato il suo lettino con le sbarre d’ordinanza ed è venuto da noi in camera da letto (che cercavamo di risposare, io prima di andare al lavoro e D dopo essersi svegliato alle 5 per andarci).

Dopo ulteriori manovre di avvicinamento alla nanna, con corollario di filastrocche letture e tanti bacini, riesco a farlo capitolare (illusa) e chiudo la porta della cameretta. Dopo poco, sento strani rumori; sospetto che abbia scavalcato di nuovo, ma visto che non torna da noi, mi convinco di essermi sbagliata.

Tuttavia, prima di uscire di casa per andare al lavoro, ho voluto confermare i miei sospetti. Quatta, quatta entro in cameretta e infatti il lettino è vuoto, non ci sono né i pupazzi né la coperta. Vado a vedere nel suo angolino preferito, dotato di cuscino e di tappeto, ed eccolo lì: appallottolato sui pupazzi, che ronfa sonoramente a causa del raffreddore. Esco, chiudo la porta e penso “E adesso?!”

Quando sono uscita per andare al lavoro, ho chiuso a chiave la porta di casa. Guai se P si fosse svegliato e avesse deciso di farsi una passeggiata! Con il papà che riposava, ignaro della catastrofe, dovevo fare in modo che almeno non riuscisse a tagliare la corda, il birbante.

Per stare ancora più tranquilla, sulla via del lavoro ho chiamato la nonna per avvisarla che, se avesse sentito i leggiadri passetti di suo nipote, aveva ordine di salire per controllarlo.

Ma la domanda rimane: “E adesso?”.


Pare che funzioni…

venerdì, 23 novembre 2012

D’accordo, mi sono stufata pure io di sentirmi dire: “Non credevo, ma funziona!”, però, in ogni occasione in cui si manifesta, il bilinguismo di mio figlio, ad oggi di 2 anni e 2 mesi, non finisce mai di stupirmi.

L’altro giorno, lasciandolo al nido: “Vai home?”.

Sul balcone, il papà (che gli parla sempre in italiano) gli chiede: “What colour is mummy’s shirt?” e lui che risponde: “(R)osso” (la erre non la dice, ancora).

I colori li dice principalmente in italiano tranne l’arancione, che chiama onge (orange).

Al nido risponde in inglese alla maestra d’inglese, riesce a seguire tutto ed è molto orgoglioso del fatto che capisce tutto quello che gli dice.

Ogni tanto sparo qualche frase complessa (chiedendomi subito se non avrò esagerato) ma lui capisce, rispondendo o agendo di conseguenza.

L’altro ieri sera gli ho chiesto di “leggere” alla nonna da un libro che leggiamo spesso. Il mio intento era di far sentire alla nonna quanto fosse bravo con l’inglese, ma lui mi ha stupita, andando oltre: le figure che solitamente nomina in inglese quando legge con me, alla nonna le ha tradotte in italiano!


Evoluzione

sabato, 27 ottobre 2012

Dopo aver attraversato la fase “Oddio, ho un figlio!”, io e D adesso stiamo attraversando la fase “Oddio, parla!”.

Prima di scendere a salutare la nonna con il papà, questa sera, mi ha porto un volantino pubblicitario e, spiccio, mi ha detto: “Tieni, leggi!”. Come a dire: così ti tieni impegnata mentre io non ci sono.

Io e D ancora un po’ e soffochiamo dalle risate!